Perché ho iniziato a scrivere qui
Dopo vent’anni di IRC, progetti e conversazioni, mi è venuta voglia di raccogliere in uno spazio mio le cose che sviluppo, le idee che mi passano per la testa e le opinioni che di solito finiscono sparse nelle chat. Questo spazio è Geeks.sh
Perché ho iniziato a scrivere qui
Dopo vent’anni di IRC, progetti e conversazioni, mi è venuta voglia di raccogliere in uno spazio mio le cose che sviluppo, le idee che mi passano per la testa e le opinioni che di solito finiscono sparse nelle chat.
Questo spazio è Geeks.sh. Se siete qui, state già vedendo anche un pezzo di Monoverse, il software che stiamo sviluppando e con cui è realizzato il sito. Usarlo in prima persona mi sembra un buon punto di partenza: costruire qualcosa, viverlo e capire cosa migliorare.
Ma la ragione per cui ho iniziato a scrivere qui va oltre il software.
Le conversazioni da cui partire
Di IRC mi è sempre piaciuta la possibilità di incontrare persone con cui condividere un interesse e ritrovarsi, quasi senza accorgersene, a ragionare per ore su un problema o un’idea.
Quando vedo un progetto che mi incuriosisce, mi viene naturale offrire una mano. Magari per un’integrazione, per capire cosa non funziona o per rendere più semplice qualcosa che, a chi l’ha sviluppato, sembra già chiarissimo.
Mi piace quel momento in cui qualcuno prova ciò che hai costruito e ti racconta la propria esperienza. Ti fa una domanda che non avevi previsto, trova un limite, suggerisce un uso diverso. È lì che spesso vengono fuori le cose più interessanti.
Negli anni, molte conversazioni si sono concentrate sugli aspetti pratici della rete: connessioni, gestione dei canali, piccoli e grandi problemi quotidiani. È naturale, soprattutto quando ci si conosce attraverso quel contesto.
Mi sono accorto, però, che raccontavo poco di tutto il resto. Dei progetti a cui lavoro, delle possibilità di integrazione, delle idee che mi piacerebbe sviluppare insieme ad altri. Spesso davo per scontato che fossero visibili o conosciute, quando magari ne avevo parlato soltanto in qualche chat.
Scrivere qui è un modo per dare più spazio a quella parte di me.
Mettere le idee per iscritto
Ho già cominciato a farlo, in parte, sul blog del network. Qui vorrei prendermi la libertà di allargare il discorso e seguire anche curiosità e ragionamenti più personali.
Vorrei raccontare cosa sto costruendo e perché. Spiegare le scelte, condividere i dubbi, parlare anche dei tentativi che non hanno funzionato. E pubblicare qualche idea quando è ancora abbastanza aperta da poter cambiare grazie a una conversazione.
C’è anche una ragione molto semplice: scrivere mi costringe a mettere ordine. Finché un’idea rimane nella mia testa sembra sempre tutto abbastanza chiaro. Provare a spiegarla a qualcun altro è già un buon test.
Mi piacerebbe che questi articoli diventassero un punto di partenza per chi vuole confrontarsi con me. Una funzionalità da proporre, un’integrazione da immaginare, un «questa cosa l’ho provata, ma non si capisce come usarla».
Sono tutti contributi che mi interessano. Anche quando mettono in discussione una scelta a cui ero affezionato.
Progetti autonomi, possibilità comuni
Qui troveranno spazio anche le mie idee su un’internet aperta, in cui servizi e persone possano collegarsi, condividere conoscenze e costruire nuove possibilità.
È una visione che influenza anche il modo in cui mi piacerebbe collaborare con altri sviluppatori. Ognuno può avere il proprio percorso, i propri strumenti e le proprie priorità, e trovare comunque qualcosa su cui lavorare insieme.
Un progetto comune può nascere da due servizi che si integrano, da una competenza condivisa, da un problema che interessa entrambi. Mi piace l’idea di collaborazioni tra persone che mantengono la propria autonomia e scelgono, di volta in volta, dove incontrarsi. Senza che ogni collaborazione debba diventare una società o un’associazione.
Vorrei usare queste pagine anche per rendere più facili quegli incontri: far vedere su cosa sto lavorando e scoprire chi sta esplorando una direzione vicina.
Il primo articolo
Non ho un programma editoriale preciso. Ho cose da raccontare e la voglia di farlo con un po’ più di continuità.
Dopo vent’anni, provo a mettere qualche pensiero per iscritto. Il primo è questo.